Ricorderemo questo 31° Festival non solo per le restrizioni dovute al  Covid19 che rattrista tutti i cuori per le disastrose conseguenze ma anche per la Gioia che li ha colmati ascoltando lo scritto del S. Padre Francesco indirizzato a tutti i giovani, presenti e non. Tanta tristezza per le necessarie restrizioni ma anche tanta gratitudine e gioia per aver potuto seguire tutti gli avvenimenti. Un grazie di cuore per quanti hanno permesso di oltrepassare i confini e renderci “Un cuore solo e un’anima sola” in un ascolto attento, in una preghiera fiduciosa arricchita da uno stupendo coro con tantissimi giovani resi ancora più belli per la gioia che esprimevano nel canto, nel ballo e nei sorrisi.

LETTERA DEL SANTO PADRE, PAPA FRANCESCO, AI GIOVANI RIUNITI A MEDJUGORJE PER IL 31° FESTIVAL DEI GIOVANI

Agosto 2, 2020 

“Carissimi giovani, l’incontro annuale dei giovani a Medjugorje è un tempo ricco di preghiera, di catechesi, di fraternità e offre a tutti voi la possibilità di incontrare Gesù vivo specialmente nell’Eucarestia celebrata e adorata, e nella Riconciliazione. E così vi mostra un altro un altro modo di vivere, diverso da quello che offre la cultura del provvisorio, secondo la quale nulla può essere definitivo. Ma conta solo godere il momento presente. In questo clima di relativismo in cui è difficile trovare le risposte vere e sicure, le parole di Gesù scelte come motto per il Festival “Venite e vedrete” ricolte da Gesù ai discepoli sono una benedizione. Anche a voi Gesù rivolge il Suo sguardo e vi invita ad andare e stare con Lui. Non abbiate paura, Cristo vive e vuole che ognuno di voi viva. Egli è la vera bellezza e giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita e di senso. Lo vediamo proprio in quella scena evangelica, quando il Signore chiede ai due discepoli che lo seguono: ’Che cosa cercate?’. E loro rispondono: ’Rabbi dove dimori’. E Gesù dice: ?Venite e vedete’. E loro vanno, vedono e rimangono. nella memoria rimase talmente impresso l’incontro con Gesù, che uno di loro registrò perfino l’ora. Erano circa le 4 del pomeriggio. Il Vangelo ci racconta che dopo essere stati a casa del Signore, i due discepoli diventarono dei mediatori che permettono ad altri di incontrarlo, di conoscerlo e di seguirlo. Andrea andò a dirlo subito a suo fratello Simone e lo condusse da Gesù. Quando vide Simone il Maestro gli diede subito un soprannome Cefa, cioè Pietro. Questo fa vedere che incontrando Gesù si diventa una nuova persona e si riceve una missione di trasmettere questa esperienza ad altri, sempre tenero lo sguardo su di Lui, il Signore. Carissimi giovani avete incontrato questo sguardo di Gesù che vi chiede “che cosa cercate?”. Avete udito la Sua voce che vi dice “Venite e vedrete?”. Avete sentito quell’impulso a mettervi in cammino? Prendetevi il tempo per stare con Gesù, per riempirvi del Suo Spirito, ed essere pronti all’affascinante avventura della vita. Andate incontro a Lui, state con Lui nella preghiera, affidatevi a Lui che è esperto del cuore umano. Questo bellissimo invito del Signore “Venite e vedrete” raccontato dal giovane e amato discepolo di Cristo è rivolto anche ai futuri discepoli. Gesù li invita a incontrarlo e questo Festival diventa un’occasione di “venire e vedere”. La parola venire oltre a indicare un movimento fisico, ha un senso più profondo spirituale, indica un itinerario di fede il cui fine è vedere. Cioè fare l’esperienza del Signore e, grazie a Lui, vedere il senso pieno e definito della nostra esistenza. Il grande modello della Chiesa, del cuore giovane pronto a seguire Cristo con freschezza e docilità, rimane sempre la Vergine Maria. La forza del suo SI e di quel “Avvenga di me..” che disse all’angelo Gabriele ci colpisce sempre! Il suo SI significa coinvolgersi e rischiare senza altre garanzie e ci racconta cosa succede quando l’uomo nella sua libertà, si abbandona nelle mani di Dio. Che questo esempio vi affascini e vi guidi. Maria è la Madre che veglia su di noi Suoi figli che camminiamo nella vita. Spesso stanchi, bisognosi, ma col desiderio che la luce della speranza non si spenga. Questo è ciò che vogliamo. Che la luce della speranza non si spenga! La nostra Madre guarda questo popolo pellegrino, popolo di giovani che La ama, che La cerca facendo silenzio nel proprio cuore nonostante lungo il cammino ci sia tanto rumore e distrazioni. Cari giovani, correte attratti da quel volto tanto amato che adoriamo nella Santa Eucarestia, riconosciamoLo nella carne del nostro fratello sofferente. Lo Spirito Santo vi spinga in questa corsa in avanti. La Chiesa ha bisogno del vostro slancio, delle vostre intuizioni, della vostra fede, della vostra corsa per il Vangelo, animata anche da questo Festival a Medjugorje. Affido tutti voi all’intercessione della Beata Vergine Maria. Invocando luce e forza dallo Spirito Santo affinché possiate essere veri testimoni di Cristo. Per questo prego e vi benedico. E chiedo anche a voi di pregare per me.”

Roma, San Giovanni in Laterano,29 giugno 2020,Solennità dei SS apostoli Pietro e Paolo

Papa Francesco

 

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