Carissimi, avendo vissuto anche quest’anno, una bella e toccante esperienza a Medjugorje, posso dire con certezza che chi crede, riceverà quel fiumi d’acqua viva pigiata e traboccante che il Signore riversa nella vita di chiunque crede, spera e ama. Noi possiamo pensare di fare tutte le pianificazioni per la nostra vita e per il nostro benessere materiale e spirituale presenti e futuri, ma se non ci rendiamo conto che il vero benessere non viene da noi ma Dio stesso, siamo soltanto coloro che perdendo tempo nell’illusione.
A Medjugorje, ho visto uomini e donne, piangere di gioia, di una gioia incontenibile fino ad avere il coraggio di condividerlo parlandone liberamente con le persone che in breve tempo e con l’aiuto di Dio, sono divenuti familiari ed amici.
Nel nostro mondo e sfortunatamente anche nelle nostre parrocchie, siamo ormai abituati ai tentativi di costruzione di una familiarità che non riesce a decollare a causa della tiepidezza della fede e l’indifferenza nostra e dei nostri fratelli e sorelle, che a causa della preoccupazioni e delle difficoltà della vita, hanno poco tempo o quasi niente da dedicare all’ascolto e alla condivisione reciproca della conoscenza della Parola di Dio e la conoscenza della propria vita e quelli dei fratelli. Questa scarsa conoscenza della nostra vita e quelli altrui, è la causa della tristezza e dell’aridità che amareggiano e logorano il nostro cuore; perché ci fa portare frutti che non rimangano e non durano per la vita. Abbiamo tante cose belle da condividere, ma non troviamo il coraggio di metterlo a tavola davanti ai fratelli che condividono lo stesso Corpo e il Sangue di Cristo con noi. Abbiamo delle storie che posso arricchirci ma abbiamo paura di raccontarle e di cercarle per integrarle nella nostra storia personale e comunitaria.
Come possiamo crescere nella fede e nella fratellanza se non conosciamo che Cristo Amore “ci ha riuniti tutti’ insieme per godere ed essere esultanti in Lui, temendo ed amando il Dio vivente, ed amarci gli uni e gli altri con cuore sincero” sul modello di Cristo nostro Signore e Dio.
Ecco carissimi fratelli e sorelle, ecco quello che ho sperimentato a Medjugorije; una terra dove regna l’amore di Dio per mezzo di Maria Santissima , Regina della Pace. Ho visto e sperimentato Dio, che in quel luogo privilegiato e Sacro, mi ha aperto gli occhi per vedere la strada della pace e dell’amore. Una strada che non è sigillata e circoscritta solo a Medugorje, ma che ha l’entrata per chi è spinto dallo Spirito a venire a ricevere ed essere investito e rivestito di una nuova vita nella potenza di Dio per uscire nella gioia e con la gioia, la serenità, la giustizia e la pace che sono frutti dell’amore di Dio riversato in noi, per essere vissuto e condiviso nella quotidianità della vita nostra e dei fratelli che incontriamo lungo la strada del nostro cammino. Provando a nutrire verso di loro gli stessi sentimenti che abbiamo provato e condiviso nella bellissima terra di Medjugorje.
Quando Gesù ci invita ad avere gli stessi sentimenti gli uni verso gli altri, ci fa capire che i nostri sentimenti e i nostri stimoli sono doni preziosi ricevuti da Dio per la realizzazione di una vita dove l’amore diventa “l’unica via” per vivere ed esprimersi liberamente nella conoscenza e nel rispetto dei sentimenti e stimoli degli altri che sono anche essi, doni dell’amore di Cristo per i singoli e per la comunità intera.
Scoprire il sentimento nella nostra vita, vuol dire che dentro di noi, ci è stato donato la facoltà di “sentire” ed “ascoltare” gli stimoli spirituali e carnali dell’amore riversato nella nostra vita per mezzo di Cristo: Parola di Dio e Sapienza di Dio.
Il sentire l’amore, vuol dire sentire Dio ed appartenere alla vita di Dio che è amore. Se siamo di Dio e non abbiamo l’amore, siamo dei miseri e menzogneri che spacciano delle cose di Dio senza avere la “Parola Chiave” che si chiama “Amore”. Se noi non amiamo, siamo votati al peccato e alla morte e la vita di Dio non essendo in noi, siamo soggetti alla paura e nascondimento gli verso gli altri perché non ci fidiamo. L’amore è la Grazia di Dio e la Potenza di Dio”, che segna il modo in cui Dio si esprime davanti all’uomo. Quando diciamo che Dio è Onnipotente, vuol dire che Dio non è prepotente. La prepotenza è una vita dove il sentimento è senza amore: un sentimento egoista, violento ed aggressivo, capace di fare e volere le cose solo per “l’amor proprio” e non per amor altrui, un sentimento che non tiene conto della vita altrui e alla propria realizzazione al danno degli altri, capace di strappare con forza senza avere l’umiltà di chiedere, cercare e bussare con semplicità e gentilezza per essere liberamente e amabilmente accolto e ricevuto.
Noi siamo abituati a sentire il male che la prepotenza compie nella vita individuale e della società a causa della mal comprensione e mal gestione del sentimento umano trascito a rispondere al male invece che al bene.
Quando succede queste cose, noi gridiamo “Dio dove sei ?” La domanda doveva essere posto al contrario ” uomo dove sei? Che fino a fatto la mia vita nella tua vita? Perché getti via il mio amore per l’egoismo tuo?”. Se dobbiamo chiedere a Dio dove è ,ma non rispondiamo con il cuore alla sua domanda di “Dove sei uomo?”, stiamo dicendo e accusandolo di averci fatto male dandoci un dono prezioso che è il nostro sentimento umano per mezzo del quale lo sentiamo e rispondiamo prontamente a Lui con il nostro “Si eccomi, parla Signore perché il tuo servo ascolta” , ” Eccomi Signore, sono caduto nel peccato ma nella tua misericordia salvami e non abbandonarmi nella rovina.” “Signore,Tu sei buono e grande nell’amore, abbi pietà del tuo servo che in te spera”. Il Dio, che ci ha creati per amore, non può salvarci se non per mezzo dell’amore che risponde al suo amore.
A Medjugorje, ho visto uomini e donne forti, che accostandosi a Dio in umiltà e semplicità, si sono accorti de essere deboli e bisognosi di aiuto. Ho visto uomini che pensavano di essere perfetti e si sono accorti di essere mancanti e precari. Ho visto persone che pensavano di essere ricchi e si sono accorti d i essere poveri di fronte alla vera ricchezza di Dio che non avevano e che realmente ed ardentemente avevano tanto bisogno, ma che non riuscivano ad avere a causa dell’inganno delle ricchezze materiali e mondane. Ho visto uomini e donne, che pensavano di essere grandi ma che hanno dovuto piegarsi di fronte alla grandezza di Dio che si esprimeva nella piccolezza delle cose semplici ma che consideravano sciocche e senza senso.
“O Signore, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra! …che cos’è l’uomo perché te ne ricordi, il figlio dell’uomo che tu stesso lo prendi in custodia…”
Si è vero, cari fratelli e sorelle, a Medjugorje, il Signore per mezzo di Maria Santissima Regina della Pace, si è preso cura di noi. Ci ha ristorati in modo da suscitare dentro di noi una gioia commovente ed incontenibile. Ci ha fatto conoscere che noi siamo stati creati buoni e che questa sua bontà è stata seminata nei nostri cuori. Ora che sappiamo che quello che cercavamo fuori di noi e dentro di noi, amiamo la nostra vita, amiamo i nostri sentimenti! Non dobbiamo cadere nella paura diabolica che vuole inquinare il nostro sentimento facendolo essere un peso ed una sciagura della nostra vita mentre Dio ce lo ha donato come aiuto necessario e vitale. Il sentimento ci aiuta ad amare Dio come amiamo noi stessi, ci aiuta a vivere bene in libertà e nella semplicità e purezza della vita.
A Medjugorje, abbiamo visto un mondo possibile, abbiamo visto che la speranza è certezza, abbiamo visto che l’amore non incatena ma libera dalle catena del peccato e della morte. Abbiamo visto che i nostri limiti non sono un impedimento alla vita ma una condizione per poter entrare nello spazio illimitato di Dio per una pace duratura nella gioia senza limiti.
Mentre ringraziamo Dio per la purificazione e la ricostruzione del nostro sentimento, chiediamo a lui di aiutarci a non lasciarlo a Medjugorje, ma a portalo nella nostra casa, nel nostro lavoro, nei luoghi del relax e dei divertimenti, a condividerlo con i compagni di scuola e fratelli della parrocchia, con gli amici che non hanno più speranza a causa di una fede tiepida o addirittura a causa di una mancanza di fede e fiducia in Dio.
Buon cammino nella vita con il sentimenti di Dio che la Madre del Cielo e Regina della Pace ha voluto condividere con noi.
Vi ringrazio e vi saluto con affetto e stima.

Don Gaetano